TeO' ovvero il Teatro-Orto

Orto

La nascita: dopo un lungo parto durato più di 24 mesi, il sogno-visione è diventando reale .... Sarebbe sbagliato definirlo un'idea originale, in quanto la sua nascita è legata ad una ricerca consapevole che percepisce come l'arte naturale e quella sopra-naturale si possano riunire in uno spazio primordiale e senza tempo destinato ad esaudire tutti i bi-sogni dell'uomo. Non ci sono dubbi dietro a questo concetto, ma solo volontà che devono trovare il loro spazio, in quanto sopite da vite troppo deboli e sciolte.

Lo spazio: è sempre stato lì ad attendere che qualcuno lo rendesse luogo. TeO' confina con il laboratorio-bimbi e con il laboratorio-gastronomico. Tutti si affacciano sulla piazzetta-verandata. Protetto dagli sgaurdi frettolosi, ma aperto alle persone che consapevolmente accettano di perdersi nei sensi e nelle sensazioni. L'orientamento è comandato dalla luce che lo protegge e lo attraversa, cambiandone i tratti e la fisionomia nell'arco dell'intera giornata. Lo spazio della mattina è attratto dal particolare e dalla sorpresa di cosa sarà nato o maturato, il legame è con la terra. Quello pomeridiano richiede pazienza e rispetto dei ritmi. Alla sera lo sguardo trova nuovo coraggio osando fondersi verso panorami di più ampio respiro. La notte è ascolto.

Le presenze: si tratta di una triangolazione tra arte-natura-uomo. L'importante è capirne l'equilibrio e riuscire a rispettarlo.

I desideri: il primo, che le voci fragorose dei bimbi lo impollino con il loro brio e ne costituiscano la cura più dolce. Il secondo, un vezzo personale: che le sonate di Domenico Scarlatti, commentate magnificamente da Paolo Terni, che le parole di Stranizza D'Amuri o Aguaplano e tante altre musiche si accordino nel corso del giorno con le frequenze di un pomodoro "cuore di bue" o di una zucca "trombone". Il terzo, che gli artisti che omageranno il teatro con la loro presenza riconoscano nella natura qui presente la loro più suggestiva orchestra o il loro più prezioso suggeritore.

La ricerca: la convinzione di essere all'inizio di qualcosa di importante per noi e per chi intende conoscerci, richiede umiltà e voglia di ricerca e di ascolto. TeO' dovrà essere un'officina dove tutti potranno riconoscere i propri strumenti, avendo presente che il "giorno della fine non ci servirà l'inglese"......

Domanda: ma è un caso che le parole Arte-Orto si assomiglini così tanto?

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